Queer History

sabato 4 novembre, ore 18

introduce Porpora Marcasciano

Torri, checche e tortellini

di Andrea Adriatico
Italia, 2015, 75'

 

Si trovano ancora in qualche edicola le cartoline di “saluti da Bologna” con le proverbiali “tre T: torri, tette e tortellini”, a sottolineare da decenni non solo le curiosità monumentali e gastronomiche del capoluogo emiliano, ma anche quelle… anatomiche, rigorosamente e prosperosamente femminili.

Ma nella lunga storia di una città così connotata (anche da questo punto di vista: la bolognese è stato uno dei più classici personaggi della commedia italiana degli anni ’70) a un certo punto successe qualcosa. Le “tette” cominciarono a lasciar posto alle… “checche”!

Torri, checche e tortellini racconta un’avventura: il frammento più incredibile della storia del movimento omosessuale italiano. Un gruppo di gay che ottiene dal Comune di Bologna una sede per le proprie attività, e questa sede è un prestigioso monumento storico, per giunta di interesse religioso.

Il “Cassero di Porta Saragozza”, su cui dal 1982 ha cominciato a sventolare la bandiera LGBT, diventa subito leggendario, in Italia e in tutta Europa. Attività culturali e politiche si intrecciano a un’idea diversa di aggregazione e socialità, anche con la creazione di un gruppo teatrale di travolgente e delirante autoironia en travesti.

Questo documentario racconta una storia che è la storia di tante persone che hanno creduto e continuano a credere in quell’avventura. È la storia di un momento importante del movimento LGBT, quando si passò dalla rivolta alla rivendicazione di spazi pubblici. È la storia di una città, che improvvisamente decise di investire sui diritti. Anche a costo di perdere la nomea di città delle “tette” per acquistare quella di città delle “checche”.

L’orgoglio di MOStrarci. I 25 anni del MOS

a cura di Luisa Cutzu, Silvia Canna e Francesca Salaris
Italia, 2017

 

Il documentario ripercorre un quarto di secolo di storia del movimento attraverso video e immagini d’archivio e interviste alle e ai militanti presenti e passati. Dalla prima uscita pubblica nel dicembre del 1992 con un dibattito sull’AIDS alla promozione dei servizi diretti alla comunità LGBT quali il telefono amico e di informazione sull’Aids, l’assistenza legale e il centro di documentazione, passando attraverso la campagna di Pace in Palestina promossa da “Queer for peace” e la partecipazione al Pride di Gerusalemme, l’indagine conoscitiva sull’AIDS in Sardegna del 2004 fino ad arrivare all’ideazione dell’importante manifestazione “Diritti al cuore DOC – Diritti, Orgoglio, Cittadinanza” e alla co-organizzazione del Sardegna Pride.

Da non dimenticare la presenza in prima linea per le lotte di rivendicazione politica quali l’istituzione del registro delle unioni civili a seguito della legge 142/90 e la recente campagna “Svegliati Sassari” a ridosso dell’approvazione del DDL Cirinnà.

L’accento viene posto anche sul progetto “Vivere la differenza” e il correlato Gruppo Scuola del MOS, nato nel 2011 per dare una risposta concreta al fenomeno del bullismo e dell’omo/transfobia nelle scuole e nella società. Infine si ripercorrerà la storia del Centro Culturale e di Socializzazione Borderline, sede del MOS, che, nella totale assenza di una scena LGBT in città, diventerà il riferimento principale per l’organizzazione di feste, aperitivi e delle notti LGBT firmate “Queer Party”.

Prodotto dalla MOS multimedia, il montaggio e la regia sono curati da Luisa Cutzu, Silvia Cannas e Francesca Salaris.

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